Experiences e Places: così Airbnb ci organizza le vacanze

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Brian Chesky, CEO di Airbnb, durante la conferenza annuale della società a Los Angeles

Magical and easy. Così è come Brian Chesky, CEO di Airbnb, vede il futuro della sua fortunata creatura. Che senso ha limitarsi a fornire un alloggio quando si può organizzare un’intera vacanza? Nell’ultima conferenza annuale della società nata nel 2008, Chesky ha lanciato Trips, lo strumento che va ad arricchire l’offerta dell’app e che promette esperienze uniche e autentiche per gli utenti.

Quando si visita un posto nuovo, la cosa più difficile è cercare di non fare il turista, uscire dai sentieri battuti, vivere quei pochi giorni a disposizione come veri locals. Con la nuova funzione Experiences di Airbnb – testata privatamente in versione beta da alcuni utenti nei mesi scorsi – ci si può immergere nello spirito del luogo attraverso la gente che ci vive. Così si potrà, ad esempio, sperimentare la vita notturna di Los Angeles in compagnia di un californiano, andare a concerti di grime music a Londra con gli appassionati del genere, visitare Cape Town guidati dall’ex guardiano del carcere di Nelson Mandela o raccogliere tartufi con un toscano esperto in materia. Anche l’Italia, infatti, è coinvolta nel progetto: in rappresentanza del nostro mercato c’è Firenze, che insieme a Detroit, Parigi, Londra, Nairobi, L’Avana, San Francisco, Cape Town, Miami, Seoul, Tokyo e Los Angeles è una delle dodici città selezionate da AirBnB per rodare la nuova funzione. Si comincia con 500 proposte di experiences diverse, che vanno dal cibo alla cultura, dalle passeggiate naturalistiche alle full immersion nel folklore locale. Le trips possono durare intere giornate o poche ore e possono essere sponsorizzate da locandine e trailer disegnate direttamente da Airbnb (che poi trattiene una percentuale del guadagno) per conto degli host.

Ma le novità annunciate da Chesky non sono finite qua. Con la sezione Places, l’app si candida a sostituire non solo le guide di viaggio, ma anche le altre piattaforme digitali che offrono lo stesso servizio. Airbnb ha arruolato esperti e insiders per suggerire ai viaggiatori dove pranzare, dove fare jogging, in che bar prendere un drink dopo cena, cosa fare nel weekend. Per ora, le città dotate di questi Insider Guidebooks sono sei – Los Angeles, San Francisco, L’Avana, Nairobi, Detroit e Seoul -, ma ne seguiranno a breve altre. Due partnership, infine, completano il quadro della rivoluzione della società californiana: quella con Resy, piattaforma che permette di prenotare ristoranti, e quella con Detour, che dalla primavera 2017 fornirà all’app audio-guide per Los Angeles, San Francisco, Parigi, Londra, Tokyo e Seoul.

La versione aggiornata Airbnb, dunque, permette agli utenti di organizzare e vivere un viaggio (una trip, appunto) a 360 gradi. Dall’alloggio agli itinerari, dalle attività da fare al cibo, per arrivare, come annunciato dalla società, alla prenotazione di voli e servizi: la società di San Francisco punta a diventare un colosso nel panorama del turismo. L’app copre già 191 Paesi e 34mila città, con più di 3 milioni di annunci a livello globale e 30 miliardi di dollari di valutazione secondo le ultime stime. L’Italia è, per Airbnb, uno dei mercati più redditizi: sono 83mila gli host attivi e nella sola estate 2016 sono stati ospitati 2,4 milioni di viaggiatori, per una ricaduta economica di 3,4 miliardi di euro.

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