Cinque modi in cui la sharing economy ti fa vivere la vita dei tuoi sogni

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Leonardo DiCaprio in una scena di The Wolf of Wall Street, storia di un broker newyorkese che, partendo dal nulla, diventa miliardario

È vero, l’idea di condividere qualcosa non ti fa sentire esattamente ricco, uno che le cose se le può permettere tout court. Ma è pur sempre un modo per concederci ciò che crediamo ci possa rendere la vita più semplice e più comoda. Ecco i cinque motivi per cui la sharing economy ci catapulta nella vita dei nostri sogni (o, almeno, ci illude di questa cosa). E per cui, se non l’avete ancora fatto, dovreste cominciare ad approfittarne.

Ti puoi permettere cose altrimenti inaccessibili. Se non si può possedere tutto ciò che si desidera, si può sempre prenderlo in prestito: il motto sharing is caring (“condividere è amare”) non è mai stato così attuale. Grazie alle app di sharing economy, molte di quelle cose che prima erano riservate ai più facoltosi sono diventate alla portata di tanti: dalla villa con piscina da affittare su Airbnb per la vacanza con gli amici a DriveNow,  il servizio di car sharing firmato BMW con cui ti puoi spostare da un punto all’altro della città a bordo di una Serie 1; dai vestiti griffati da prendere a noleggio su Extendmycloset a MovieDay, che ti permette di programmare la serata al cinema perfetta, scegliendo film, luogo e ora in base ai tuoi desideri. Se poi si vuole strafare e ci si vuole sentire davvero nababbi per un giorno, esiste anche la possibilità di noleggiare jet privati e cavalli (sfortunatamente per ora solo negli Usa). Insomma, come dice l’Economist, la sharing economy ha portato lo stile di vita tipico dei tycoon alla portata di una platea decisamente più ampia.

Una volta dovevi essere nato ricco per poterti considerare un membro dell’élite. Poi dovevi diventare milionario, poi ancora miliardario. Ora beni e servizi che un tempo erano riservati a pochi sono alla portata del (finto) ricco della porta accanto, grazie alla magia della sharing economy. I ricchissimi continueranno a fluttuare nel loro mondo. Ma ora molte più persone, anche se temporaneamente, possono unirsi a loro.

Ti fa sentire un imprenditore. Ebbene, la sharing economy è capace di trasformarti nell’uomo d’affari che hai sempre sognato di essere. Magari quella è semplicemente casa tua, e hai intenzione di affittarla solo per la settimana di agosto in cui sei in ferie. Ma Airbnb ti dà comunque l’impressione (e la possibilità concreta) di fare soldi facili nel tempo di un clic, senza dover passare attraverso agenti immobiliari, burocrazia e tasse, almeno per ora. Ti fa sentire un imprenditore, insomma.

Ti fa risparmiare tempo. L’agenda giornaliera è perennemente fitta di impegni, che siano di lavoro o meno, e ottimizzare i tempi non è mai facile. Ma con il fiorire della new economy si è moltiplicata l’offerta di servizi che semplificano la vita e fanno risparmiare tempo prezioso. Uber, ad esempio, è ormai uno dei modi più veloci per spostarsi: ovunque ti trovi, sai che nel giro di pochi minuti avrai il passaggio che ti serve. Senza attardarti sui mezzi pubblici o aspettare che il taxi che sei finalmente riuscito a chiamare arrivi da chissà dove. A settembre 2016, i dati forniti dalla società di San Francisco contavano 8 milioni di utenti, 160mila conducenti e 62 milioni di viaggi in totale in 70 Paesi diversi.

Offre nuove opportunità lavorative. Il fenomeno della sharing economy ha anche un lato B. Non offre solo servizi agli utenti, ma crea anche posti di lavoro per chi sta dall’altra parte. Prendendo di nuovo il caso Uber, parecchi driver hanno raccontato di aver cominciato l’attività di conducenti dopo aver perso il lavoro o di farlo per arrotondare lo stipendio.

Viaggiare non è mai stato così economico. Non solo Airbnb: per i viaggiatori più rodati, oggi è possibile visitare un continente intero senza pagare nulla per l’alloggio. È questo lo spirito con cui è nato Couchsurfing: tutto dipende dalla generosità degli host e dalla giusta predisposizione del viaggiatore. Ma il turismo sta diventando sempre più condiviso in tante direzioni: esistono piattaforme per l’home swapping, cioè per scambiarsi la casa per un periodo limitato di tempo, per l’housesitting, con cui si può pernottare gratuitamente in cambio delle pulizie o della cura di un animale domestico, e ancora opzioni di “camera con baratto” e condivisione di camper e roulotte. Le mete esotiche puntualmente agognate ad ogni Capodanno non sono mai state così vicine.

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