Il prodotto te lo costruisci tu: l’idea di FabMarket per lo shopping partecipato

fabmarket

Una delle sensazioni più belle è sentire propri gli oggetti che si possiedono, i vestiti che si indossano o l’arredamento di casa. Sapere di aver contribuito a crearli, di aver partecipato in modo attivo al processo creativo, materialmente. Questa è la sensazione che regala FabMarket, dove di un prodotto si può acquistare la versione finita oppure anche solo l’idea, per poi realizzarlo in autonomia.

Per ora è stato lanciato in versione beta, ma ha le carte in regola per fare scuola. FabMarket si appoggia agli oltre 1000 fab lab (abbreviazione per fabrication laboratories) sparsi in giro per America, Europa, Asia, Africa e Indonesia. I fab lab sono una sorta di piccole officine dell’innovazione: equipaggiate con stampanti 3D, laser cutter, frese e macchine per cucire, sono i covi della fabbricazione digitale. L’importante è avere un’idea in testa, gli strumenti per realizzarla li trovi lì.

Lo shopping su FabMarket, infatti, ha tre opzioni: ogni prodotto messo in vendita sul sito può essere acquistato finito, pronto per essere assemblato (cioè con le componenti già finite, ma da comporre) oppure pronto per essere realizzato da zero: se si sceglie quest’ultima opzione, il designer (che è sempre citato) fornisce il progetto e le istruzioni per farsi il prodotto da sé, in un fab lab oppure in un laboratorio privato. Questa è anche l’alternativa più economica: l’idea è quella di far pagare di meno il prodotto a chi contribuisce attivamente nella sua realizzazione. I prodotti disponibili sul sito sono, per ora, solo una dozzina, ma spaziano da sedie a origami, da portabiciclette a lampade.

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Sono più di 1000 i fab lab aperti in tutto il mondo


I primi lab sono nati nel 2001 negli Usa
per volontà di Neil Gershenfeld, professore al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Oggi sono diffusi in tutto il mondo: negli ultimi tre anni si sono moltiplicati ad un ritmo impressionante, passando dai 200 euro di gennaio 2014 ai 1076 di oggi. Il primo fab lab a vedere la luce fuori dagli Stati Uniti è stato quello di Vigyan Ashram, in India. In Europa ce ne sono parecchi in Spagna e Francia, mentre nel nord della Grecia ne è nato uno, Habibi.Works, che coinvolge i migranti nelle proprie attività. In Italia, al momento, i fab lab sono 131. Uno di questi è a Milano, che organizza anche corsi di formazione, eventi e mostre.

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