Ristorante Solidale, il food delivery milanese contro gli sprechi (che aiuta chi ne ha bisogno)

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È vero, spesso la sharing economy dà vita a fenomeni controversi: i fattorini di Foodora sottopagati e fatti lavorare a cottimo, gli utenti “razzisti” di Uber e Airbnb, la concorrenza sleale di alcune app nei confronti del mercato tradizionale. Altre volte, però, la gig economy fa bene. È questo il caso di Ristorante Solidale, che ha appena visto la luce a Milano grazie a Just Eat, PonyZero e Caritas Ambrosiana.

L’idea è semplice quanto potenzialmente rivoluzionaria: Just Eat, promotrice del progetto, attraverso i fattorini di Pony Zero, non si occuperà più solo di consegnare a domicilio gli ordini degli utenti, ma andrà anche a recuperare il cibo avanzato a fine giornata nei ristoranti affiliati, per portarlo a chi ne ha più bisogno. I punti da rifornire vengono indicati direttamente dalla Caritas: per ora si parte con tre comunità di accoglienza – “Pani e Peschi” e “La Locomotiva”, due comunità per minori, e il Centro Teresa Gabrieli, che accoglie pazienti affetti da HIV – e con il Refettorio Ambrosiano aperto dallo chef stellato Massimo Bottura e da Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero di Expo. La prima consegna – 38 pasti caldi e 100 pizze – è arrivata settimana scorsa, grazie a dieci ristoranti pilota.

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La prima consegna di pasti caldi è arrivata, tra le altre comunità, anche al Refettorio Ambrosiano, aperto nel 2015 dallo chef Massimo Bottura

L’idea, a quelli di Just Eat, è venuta analizzando un campione di 500 ristoratori a loro affiliati. Ne è emerso che l’83% dei ristoranti riconosce che la problematica dello spreco è un tema importante e il 77% ritiene di poter contribuire attivamente a ridurlo. Nonostante le varie iniziative attivate, soprattutto nel milanese, per ridurre la quantità di alimenti che finisce nella spazzatura, i ristoranti (e anche i privati) continuano a buttare via il cibo: uno su quattro dichiara di farlo ogni giorno, altrettanti più di una volta alla settimana, la metà una volta alla settimana. Tutto ciò nonostante le agevolazioni fiscali per chi si impegna a limitare gli sprechi e nonostante l’ormai sdoganata pratica della doggy bag, il pacchetto con gli avanzi da portarsi a casa.

Il Ristorante Solidale punta ad arrivare presto anche nelle altre grandi città italiane, in primis Roma e Torino. Per ora l’iniziativa è partita con una consegna al mese, ma visto l’entusiasmo raccolto si conta di moltiplicare in fretta le cifre.

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